sabato 23 aprile 2016

Intervista a Roberta Mancino, regina degli sport estremi

Il Corriere della Sera l'ha eletta "regina delle atlete estreme". Il titolo è del tutto meritato per Roberta Mancino, bellissima e spericolata.

Di Roberta abbiamo già parlato nel blog e l'avevamo intervistata per il nostro vecchio sito "Sportive", che abbiamo chiuso con l'intenzione di portarne poi gli articoli qui nel blog. Con l'intervista a Roberta presentata qui sotto cominciamo questa opera di trasferimento. Buona lettura!

Intervista a Roberta Mancino (ottobre 2011).

Si lancia da altezze vertiginose con il paracadute e nuota in mezzo a squali pericolosi mostrando un fisico da modella. Non stiamo parlando della protagonista di un videogioco, ma di una donna in carne ed ossa. Più affascinante e più intrepida di qualunque creatura di pixel, Roberta Mancino è uno spettacolo sia quando volteggia in aria sia quando posa davanti all'obiettivo. Ha preso parte, per esempio, a record europei e mondiali per formazioni di paracadutisti ed ha posato per il calendario del 2009 della rivista "Max" con foto che non temono minimamente il confronto con quelle di attrici, modelle e showgirl delle edizioni precedenti e successive. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla e vi presentiamo le sue risposte insieme a una serie di splendide foto.


Come ti sei avvicinata al paracadutismo?
A 17 anni ho visto un video di un ragazzo che si lanciava da una parete nel nord Italia. Nel montaggio c'erano video di paracadutismo e base jump. Nel 2000 tramite un mio amico di palestra, che era già un paracadutista, sono andata in aeroporto a Latina. Ho iniziato subito il corso facendo quattro lanci vincolati, ovvero ti lanci da un aereo da sola con una fune che apre immediatamente il paracadute. Non soddisfatta dal tipo di corso ho cambiato centro di paracadutismo e sono andata a Nettuno per il corso AFF, nel quale ti lanci subito in caduta libera da 4000 metri con due istruttori che ti tengono fino all'apertura del paracadute. La passione per il volo mi ha portata anche a provare parapendio, ma per un periodo breve dato che mi piaceva molto di più l'emozione della caduta libera. Così all'inizio del 2001 ho preso la licenza di paracadutista e da lì non ho mai smesso realizzando 7000 lanci.


Una tua specialità è il freestyle. Puoi spiegare ai nostri lettori di cosa si tratta? Ci sono competizioni e tu stessa hai vinto dei titoli. Come vengono assegnati?
Il freestyle è una delle discipline artistiche del paracadutismo. Il team è composto da un performer e da un videoman. Le coreografie sono un mix di danza, ginnastica artistica e pattinaggio.Ci sono competizioni nazionali ed internazionali. La coreografia in aria deve durare 45 secondi ed è filmata da un videoman che si lancia con il performer. La giuria dopo l'atterraggio guarda i video e giudica l'esecuzione considerando il lato artistico della coreografia e se il videoman ha filmato bene, dando dei punteggi. Poi ci sono dei lanci dove i giudici scelgono delle figure obbligatorie: chi le esegue meglio ottiene il punteggio più alto. La somma del punteggio della coreografia libera e delle delle figure obbligatorie decide il vincitore.
Nel paracadutismo ho praticato anche altre discipline come il freefly. In questa specialità ho preso parte a tre record del mondo e due europei di volo in formazione.
Adesso pratico i lanci con la tuta alare per allenarmi nel base jump.

Roberta in una foto di Stefano Manfredini

Immagino sia difficile descriverlo a parole, ma come è la sensazione di muoversi nell'aria?
Infatti è molto difficile da descrivere. E' una sensazione bellissima di libertà: essere a 4000 metri e guardare il mondo dall'alto è tutta un'altra cosa. A volte mi piace lanciarmi da sola e godermi il panorama. La sensazione non è di precipitare ma di galleggiare. Nel base jump sono momenti pieni di emozioni forti, con la tuta alare ti sembra di volare come un uccello e puoi spostarti dove vuoi vicino alle montagne, agli alberi ecc. In questi momenti riesci a dimenticare i vari problemi o preoccupazioni della vita e a concentrarti solo su quello che stai facendo. Il momento prima di saltare hai tanta paura ma appena si staccano i piedi da terra tutto diventa calmo e silenzioso e poi si pensa solo a volare.

A prima vista si potrebbe dire che ci vuole una buona dose di follia per fare lanci come quelli che fai tu. Nello stesso tempo, però, viene da pensare che se uno non avesse al contrario una buona dose di meticolosità e di preparazione correrebbe dei rischi. C'è del vero in queste impressioni?
Dico sempre che bisogna essere intelligenti nel mio sport, altrimenti si rischia veramente di farsi male, ma non troppo intelligenti, altrimenti potresti ripensarci e non fare tanti lanci pericolosi. L'allenamento è la cosa fondamentale: essere professionisti senza spingersi oltre le proprie capacità.


Ci sono dei lanci che ricordi con particolare emozione?
Il record di freefly in 108 persone a Chicago dove ho volato con tutti i miei amici.
I lanci di base jump con la tuta alare in Dolomiti e Cina: posti con panorami spettacolari.

Pratichi (o hai praticato) altri sport oltre al paracadutismo?
Ho praticato per tanti anni, iniziando a 4 anni, danza classica e da qualche anno i balli latino americani: mi piace molto ballare la salsa.
Ho iniziato a fare immersioni nel 2000 e le mie preferite sono quelle tra gli squali tigre e leuca.
Da quando avevo 14 anni mi sono allenata e ho gareggiato in full contact, kick boxing e boxe, prendendo la cintura nera. Ho provato anche altri sport facendo lezioni di Silk e Trapezio ed il Kite Surf.

Roberta alle prese con il bodypainting

Nei media, lo sport femminile è lasciato un po' in ombra rispetto a quello maschile. Cosa suggeriresti per dare maggiore visibilità allo sport femminile e alle sue protagoniste?
Tanti articoli per riviste e pagine internet. Partecipare a programmi televisivi e trovare degli sponsor.

Ti è mai capitato di imbatterti nel pregiudizio per cui lo sport e un'attività come il paracadutismo sono "cose da uomini"?
Ho sentito spesso questa frase stupida ma credo di essere la prova che non è assolutamente vero.

Alla tua attività di paracadutista affianchi quella di modella. Ti senti più una modella che fa paracadutismo o una paracadutista che fa la modella? Possono nascere contrasti tra le esigenze delle due attività?
Mi sento un'atleta di sport estremi che fa la modella. Non ho mai rinunciato allo sport per fare la modella. Sì, a volte ci sono dei contrasti, soprattutto con il base jump è facile farsi dei lividi e così anche quando praticavo combattimento.

Roberta con la tuta alare (wingsuit)

Puoi raccontarci qualcosa dei tuoi lanci senza tuta?
Lanciarsi nudi è la cosa più facile del mondo se si è paracadutisti. Non è assolutamente un'impresa estrema. Se ti lanci d'estate non fa neanche tanto freddo. Io l'ho fatto solo per le riviste perché mi hanno pagata :)

Quando una atleta posa per un servizio fotografico c'è sempre chi storce il naso, quasi fosse un'offesa al mondo delle sportive. Invece al programma tv "Le Iene" tu hai detto che hai fatto il calendario anche per rendere un servizio al tuo sport. Pensi quindi che iniziative come la tua possano essere, al contrario di quanto dicono i critici, un'occasione per promuovere lo sport femminile?
Certo! Sopratutto nel mio sport ci sono pochi eventi e sponsor e lo si vede poco in televisione, quindi è stato necessario. Se un'atleta è bella, perché non fare servizi fotografici? Credo sia più interessante la storia di una sportiva con dei record, vincitrice di gare, professionista in uno sport, che una semplice modella che ha investito tutto solo sulla bellezza.

Dal calendario di "Max" (foto di Marco Glaviano)


Roberta Mancino in cifre
Nata a Anzio (Roma) il 3 agosto 1980
Sport: paracadutismo
Specialità: freefly, freestyle, wingsuit
Paracadutista dal 2001, ha realizzato oltre 7000 lanci.
Record per formazioni freefly:
- record mondiale con 108 paracadutisti a Chicago (USA), 31 luglio 2009
- record europeo con 40 paracadutisti a Ampuriabrava (Spagna), 15 giugno 2007
- record mondiale femminile con 20 paracadutiste a Eloy (Arizona, USA), 21 marzo 2008
Nel 2007 ha vinto i campionati italiani di paracadutismo freestyle gareggiando per il Freestyle Team Italia con il videoman Paul Seccomandi.

Grazie a Roberta per le foto.

venerdì 22 aprile 2016

Chelsea Handler: un selfie nuda come regalo di compleanno

La star della tv Chelsea Handler ha voluto fare degli auguri speciali per il compleanno della sua amica Theresa Witherspoon. Li ha infatti accompagnati con un selfie in cui si mostra nuda, sia pur con braccio e mano a coprire i... punti strategici.

Il regalo sarà certamente gradito, e non solo dalla destinataria degli auguri.

Una bella idea che altre belle del mondo dello spettacolo (e non solo) potrebbero imitare, magari anche in modo più audace, lasciando scoperto almeno il seno.

mercoledì 20 aprile 2016

LFL: le Seattle Mist, vincenti e sexy

Le Seattle Mist, campionesse in carica della LFL e largamente vittoriose nel primo incontro della stagione 2016 (potete leggere qui la cronaca della partita), si mostrano vincenti anche per l'aspetto sexy e per la disponibilità nei confronti dei loro tifosi.

La prima wardrobe malfunction che possiamo documentare in questo campionato, anche se appena accennata, è infatti quella della quarterback di Seattle K. K. Matheny.

La giocatrice, nel sistemarsi gli slip della divisa, per un attimo li fa scendere, anche se solo di un minimo, sotto il "limite".

Molto sexy sono le forme davvero prorompenti della bellissima Christine Moore, contenute a fatica dal reggiseno della divisa.


Due simpatici esempi di disponibilità verso i tifosi li danno Jessica Hopkins e Stevi Schnoor. Dopo il suo primo touchdown, Jessica Hopkins salta sulla barriera di fine campo per festeggiare così che qualche fortunato fan può, dopo averlo ammirato con gli occhi, toccare con mano il bel corpo della giocatrice.


Lo stesso fa Stevi Schnoor dopo aver segnato il suo primo touchdown su corsa.


A fine partita, Danika Brace si lascia abbracciare da un tifoso per una gradita foto ricordo.


Complimenti a tutte!

martedì 19 aprile 2016

LFL 2016, gara 1: le campionesse contro le esordienti

Riparte la Legends Football League. Il campionato 2016 vede al via otto squadre divise nelle solite due conference, Western e Eastern. Nella Western ci sono Seattle Mist, Los Angeles Temptation, Dallas Desire e Austin Acoustic; nella Eastern ci sono Atlanta Steam, Chicago Bliss, New England Liberty e Omaha Heart. Austin e New England sono nuove squadre. La squadra di Dallas aveva già giocato i campionati del 2009-10 e 2010-11, ma poi era stata tolta dal novero delle partecipanti (nessuna delle giocatrici di allora è presente nel roster attuale).

Naturalmente è stata conservata la simpatica particolarità che contraddistingue questa lega: le atlete giocano indossando, oltre a calzature e protezioni, solo gli slip e un reggiseno scollato, così da mettere in luce, oltre alle abilità sportive, anche i bei corpi. Parlando delle divise, quest'anno c'è un restyling che rende più visibili i numeri delle giocatrici. Sugli slip, anziché a destra, sono centrati e con caratteri molto più grossi. Sulla parte posteriore del paraspalle, al posto del nome della giocatrice (come era fino all'anno passato), è stato messo, sempre in grandi caratteri, il numero.

Il torneo del 2016 ha avuto inizio il 9 aprile allo Showare Center di Kent, nello stato di Washington, dove le campionesse in carica, le Seattle Mist, hanno ospitato una delle due nuove squadre, le Austin Acoustic.

Il calcio d'inizio è stato battuto da Saige Steinmetz, nuovo acquisto di Seattle con un passato nelle Breeze (squadra con base prima a Tampa e poi a Jacksonville, ora non attiva). I primi passi della squadra esordiente non sono memorabili: al primo gioco le Acoustic ritardano a mettere in gioco il pallone e si prendono una penalità per delay of game. Al secondo gioco c'è una corsa senza guadagno di Jess Powers. Il drive si conclude con la perdita del possesso del pallone per mancata conversione del quarto down. Seattle si ritrova con la palla in posizione favorevole, a 10 yards dalla meta, e va subito a segno: al primo gioco la quarterback K. K. Matheny dà la palla alla runningback Stevi Schnoor che lancia a Jessica Hopkins (nell'immagine di apertura): 6-0. La difesa di Seattle non dà tregua alla quarterback avversaria Teshay Winfrey che riceve un sack da Shea Norton e poi perde la palla su un tackle di Lashauanda Fowler: il pallone viene acchiappato da Mele Rich e torna così nelle mani delle Mist.

Si passa nel secondo quarto e Seattle raddoppia concludendo il drive con una corsa da una yard di Schnoor cui si aggiunge la conversione di Steinmetz (14-0). Winfrey prende un altro sack, stavolta da Rich, e Austin perde ancora la palla per down. Seattle va di nuovo a segno. Una corsa da 3 yard di Schnoor arriva al limite della endzone. Gli arbitri inizialmente reputano che non abbia varcato la linea. L'allenatore di Seattle lancia la "challenge" chiedendo che gli arbitri vedano le immagini. Gli arbitri, visionata la sequenza, gli danno ragione e assegnano il touchdown, seguito anche questa volta da una conversione da due punti di Steinmetz (22-0). Nel finale della prima metà di gioco, Austin entra in partita. Winfrey passa a Steph Wickett: 18 yards tra lancio e successiva corsa fino alla meta (nell'immagine sotto). E' il primo touchdown della nuova squadra. Sulla conversione, Winfrey trova Michelle Marshall e porta a 8 i punti delle texane. Nel drive successivo, Powers intercetta un lancio di Matheny e ridà la palla a Austin che, con Powers invece che Winfrey in posizione di quarterback, cerca di andare a segno prima dello scadere del tempo, ma invano. A metà partita Seattle conduce quindi per 22-8.


Nel terzo quarto, Seattle non conclude il suo drive. La palla passa a Austin che arriva fino a 2 yards dalla meta, ma a quel punto un passaggio di Winfrey viene intercettato da Rich (nell'immagine sotto), ancora una volta protagonista in difesa, che acchiappa la palla sulle proprie 3 yards e la porta fino a 10 yards dalla meta. A coprire l'ultimo tratto ci pensano Matheny e Gena Rae Weiss che combinano per una meta seguita da una conversione da due punti con una corsa di Hopkins: 30-8. Austin non sfrutta neppure il drive seguente e Seattle aumenta ancora le distanza. Matheny lancia a Hopkins che riceve a 10 yards dalla meta e corre la distanza rimanente. Giocata da 29 yards totali e punteggio sul 36-8.


L'ultimo quarto comincia male per Winfrey che subisce un sack da Norton e Steinmetz e un altro dalla scatenata Rich. La palla passa a Seattle che va di nuovo a segno con una corsa da 11 yards di Schnoor. Con la conversione (passaggio di Matheny a Danika Brace) si va sul 44-8, risultato che sarò quello finale. Il drive seguente di Austin non porta a nulla. Seattle pasticcia un po': Matheny, sotto pressione, butta la palla a Fowler che non la trattiene: fumble e palla catturata dalla giocatrice di Austin Tiffany Zimmermanna  4 yards dalla meta. Due brutti snap, però, fanno arretrare le Acoustic fino alle 15 e, dopo un ultimo gioco, il tempo finisce.

Risultato finale: Austin Acoustic - Seattle Mist 8-44

lunedì 18 aprile 2016

La danza di Julie-Andréa per richiamare l'attenzione sul disagio mentale

"The scream of the butterfly" (L'urlo della farfalla) è il titolo di un video con una performance di danza di Julie-Andréa Blanchard con la quale la ballerina vuole richiamare l'attenzione su chi soffre di problemi psicologici e malattie mentali.



Julie-Andréa ha scelto simbolicamente come location un'abbazia in rovina che, spiega l'artista, "ha sofferto i colpi della natura e del tempo". L'artista ha realizzato questo video come prova in vista di un filmato di maggiore durata che vorrebbe produrre e distribuire e per il quale tenta la strada del crowdfunding con una proposta su Kickstarter.


Nel video realizzato come saggio del suo progetto, Julie-Andréa danza nell'abbazia allagata indossa solo un paio di slip: una scelta efficace sia dal punto espressivo che da quello dell'attenzione che può suscitare il filmato, elemento, quest'ultimo, non indifferente dato che c'è la necessità di raccogliere fondi per la realizzazione.



Congratulazioni a Julie-Andréa e in bocca al lupo per il suo lavoro!

mercoledì 13 aprile 2016

WFL: tre mete e una wardrobe malfunction per Marta

Tra le nuove squadre della Women's Football League, campionato messicano di football americano femminile giocato in bikini, ci sono le Pioneras di Cancún. Le ragazze hanno disputato la loro prima partita il 2 aprile a Merida contro la squadra locale, le Rangers, finaliste lo scorso anno. L'inizio è stato un po' duro per le Pioneras, sconfitte per 65-19 dalle avversarie.

Anche se la sua squadra ha perso nettamente, Marta Yáñez, numero 24 delle ragazze di Cancún, è stata sicuramente tra le protagoniste della partita in entrambi gli aspetti che caratterizzano il football in bikini, quello sportivo e quello sexy.

Marta infatti da un lato  ha realizzato i tre touchdown delle Pioneras e dall'altro le è capitata una wardrobe malfunction, come si vede nelle immagini, purtroppo non molto rivelatrici.

Complimenti a Marta e a tutte le giocatrici!



sabato 9 aprile 2016

Bikini football in Messico: al via la WFL

La Women's Football League si sta affermando come il campionato di bikini football di maggior successo in Messico. Il numero delle squadre partecipanti al campionato è aumentato dalle 8 del torneo del 2015 alle 14 di quello del 2016, da poco partito.

Al via sono le Red Devils di Metepec, campionesse in carica, le Rangers di Merida, finaliste nel 2015, cinque squadre di Città del Messico, ovvero Fenix, Hunters, Legends, Lion Blitz e Vipers, due squadre di Ciudad Juárez, le J Ladies e le Rebeldes, le Fieras di León, le Pioneras di Cancún, le Troyanas di Chihuahua, le V Queens di Saltillo e le Vaqueras di Monterrey.

Dopo alcune partite di "pretemporada" (amichevoli che precedono il torneo), il campionato 2016 è partito l'1 aprile a Monterrey dove la squadra locale, le Vaqueras, hanno battuto nettamente per 30-15 le Red Devils, campionesse in carica (nell'immagine di apertura, una bella foto con le giocatrici delle due squadre). Nelle Vaqueras, che hanno sfoggiato un bikini argentato bordato di verde, si sono distinte Johana Rodríguez, autrice di 3 touchdown (due su corsa e 1 su ricezione), Metztli López (due touchdown pass), Carolina Alvarez (due fumble ricoperti).

La regular season si concluderà il 2 luglio. I playoffs cominceranno il 16 luglio con le partite tra la terza e la sesta classificata e tra la quarta e la quinta. Le due vincenti affronteranno la prima e la seconda della regular season nelle semifinali del 30 luglio e il 20 agosto ci sarà la Gran Final.

In bocca al lupo e complimenti a tutte le ragazze.