lunedì 29 febbraio 2016

Finalmente il sì alle unioni civili

Le unioni civili per persone dello stesso sesso sono finalmente riconosciute in Italia.

E' incredibile come una cosa che dovrebbe essere data per scontata ha dovuto passare tante vicissitudini per essere infine riconosciuto. Così come è incredibile che, per ottenere il sospirato sì al disegno di legge sulle unioni civili (il cosiddetto ddl Cirinnà, dal nome della senatrice Monica Cirinnà, nella foto di apertura, tratta dal suo sito) sia stato necessario operare stralci, rinunciando alla stepchild adoption.

Da una parte si festeggia il fatto che finalmente l'Italia ha eliminato una odiosa discriminazione. Dall'altra però si resta stupiti da come settori della società e della politica non semplicemente si siano disinteressati di importanti diritti di loro concittadini ma li abbiano addirittura avversati.

E' il caso del desolante spettacolo del "family day": un nome davvero assurdo per qualcosa che andava contro il riconoscimento di famiglie. E' il caso dei partiti di destra che si sono schierati contro la legge. Ma è anche il caso di NCD che ha dato i voti ma ha voluto in cambio che ne fosse diminuita la portata, di qualche "cattolico" del PD (metto le virgolette perché un vero cristiano dovrebbe essere a favore dei diritti delle persone, non contro), del Movimento 5 Stelle che, negando l'appoggio, ha condannato il ddl ad essere sminuito.

C'è ancora da fare, insomma, per le normative e per la mentalità della gente. Ma la data è comunque storica.

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