venerdì 18 settembre 2015

Suzy: successi da atleta e da escort

Suzy Favor Hamilton è stata un'ottima mezzofondista. Ha vinto una medaglia d'argento alle universiadi del 1989 e ha partecipato a tre olimpiadi (1992, 1996 e 2000).

La bionda atleta (la foto di apertura è tratta dal suo sito), oltre che nel campo dello sport, ha raccolto successi anche in quello della prostituzione.

Nel suo libro Fast girl, Suzy ha  coraggiosamente raccontato anche questa sua "seconda vita". Le sue due attività, atleta e escort, proseguivano insieme, entrambe con ottimi risultati.

La bella Suzy si qualificò per la sua terza olimpiade, senza abbandonare la sua altra passione, come dice nel libro: "anche durante le Olimpiadi di Sydney mi prostituivo". Anzi, il suo lavoro clandestino le dava ancora più soddisfazione. Il suo commento: "il sesso è meglio che correre". Come nell'atletica, Suzy ci teneva a fornire performance di qualità: "La mia volontà di essere la migliore in pista è stata sostituita presto dal mio desiderio di essere la migliore a letto".


Suzy aveva cercato di tenere segreta la sua attività di sex worker ma nel dicembre 2012 un'indagine giornalistica di The smoking gun scoprì e rese noto che la escort Kelly Lundy, molto quotata nel suo campo, era l'atleta che per tre volte era stata alle olimpiadi.

La rivelazione, purtroppo, scatenò il solito becero moralismo. Tra gli altri esempi ci fu quello del premio per la migliore atleta della Big Ten Conference. Suzy, nei suoi anni universitari, aveva vinto il premio per ben tre volte, dal 1988 al 1990. Nessuna altra atleta ne ha mai vinto più di uno. Visti i suoi successi sportivi, il premio era stato intitolato a lei, ma questa intitolazione venne tolta quando si seppe della sua attività come escort: una decisione davvero assurda e irrispettosa.

Suzy scrive: "Rialzati, mi son detta, e sii orgogliosa di chi sei ora. L’esistenza è troppo breve per vivere nella vergogna". Ma, cara Suzy, non c'è nulla di cui dovresti avere vergogna. La vergogna deve provarla, semmai, chi si è permesso di giudicarti moralisticamente.

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