lunedì 3 agosto 2015

Il blog USA Tech-media-tainment: LFL? seguitela su Very Special Girls!

Il blog Tech-media-tainment, di Patrick Seitz, ha dedicato un articolo al nostro blog e in particolare a come, nei nostri articoli, seguiamo le partite della LFL.

Patrick fa notare che negli Stati Uniti, invece, i media mostrano ben poco interesse nei confronti della LFL ritenendola "troppo spinta" per le cronache sportive. Insomma, dimenticano che non è l'abito a fare il monaco. Così, dice l'autore di Tech-media-tainment, "Se si vuole leggere del lingerie football giocato negli Stati Uniti, si deve visitare un blog in italiano", ovvero il nostro, che fa un lavoro di informazione "molto bello" (scritto in italiano nel titolo, come si vede nell'immagine di apertura).

"Very Special Girls" dice Patrick ai suoi lettori "apprezza le abilità atletiche delle giocatrici così come la loro bellezza. Nota anche quando ci sono wardrobe malfunctions ... In effetti, Very Special Girls è diventato il sito di riferimento per le foto di wardrobe malfunctions della LFL" (ma ricordiamo anche il blog di Patrick che raccoglie foto di tali episodi, diverse delle quali riprese dal nostro blog).

Patrick ha ben riassunto il nostro approccio alla LFL. Le giocatrici sono vere atlete e giocano un ottimo football. Il fatto che giochino in bikini non toglie certo valore all'aspetto sportivo e, anzi, aggiunge un ulteriore elemento di spettacolo. E le wardrobe malfunctions sono un elemento simpaticamente piccante che entra benissimo nel quadro. D'altra parte abbiamo a che fare con ragazze in gamba, delle very special girls, che non fanno certo una tragedia se in un'azione può capitare loro di ritrovarsi con gli slip tirati un po' (o anche molto) giù. Nella sua pagina di Facebook, la bella e brava Jessica Hopkins, giocatrice delle Seattle Mist, aveva postato lei stessa (vedi immagine qui sotto), con un commento scherzoso, un'immagine di una wardrobe malfunctions che le era capitata.


C'è poi un vantaggio indiretto delle divise della LFL. Il football è un gioco in cui conta indubbiamente l'abilità ma in cui ha un ruolo notevole anche la stazza di chi gioca. Un ragazza con un grande talento ma con un peso di una cinquantina di chili si troverebbe certamente svantaggiata davanti a una che magari ha meno talento ma può contare su 30 o 40 chili in più. Un campionato in bikini di fatto finisce per selezionare giocatrici più leggere e quindi può offrire anche a chi ha talento, ma non un gran peso, l'opportunità di far valere le sue qualità di giocatrice.

Siamo ovviamente d'accordo con Patrick quando dice che si deve cercare di dare la maggior protezione possibile alle giocatrici. Ci sono state, nella storia della LFL, diverse proteste di giocatrici in relazione alle protezioni. Pare che col tempo ci siano stati miglioramenti nella scelta di caschi, paraspalle, ginocchiere e gomitiere, in modo che proteggano maggiormente le giocatrici. Importante è pure che si difenda la pelle delle giocatrici scegliendo un turf che non sia abrasivo sulla cute. Insomma, quel che va fatto, a nostro parere, non è coprire di più le giocatrici (che farebbe perdere molto al fascino della LFL) ma trovare soluzioni per permettere loro di giocare scoperte senza che questo crei problemi.

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