domenica 31 maggio 2015

Alexi Halket: il suo buon senso contro il rigido dress code scolastico

Alexi Halket, studentessa diciottenne di una high school di Toronto, stava tranquillamente nella sua scuola quando è stata convocata dalla vicepreside. Qualche insegnante era andato dalla vicepreside per dirle che Alexi indossava un top che lasciava scoperta la pancia e le spalle e ciò era considerato un abbigliamento inappropriato.

La vicepreside le ha chiesto di coprirsi, dicendole che, se non aveva una maglietta a disposizione, gliene avrebbero procurata una. La ragazza ha risposto che avrebbe guardato se aveva qualcosa nell'armadietto e avrebbe provveduto. Poi, però, ci ha ripensato ed è tornata a tornata a parlare con preside e vicepreside dicendo loro che non si sarebbe coperta e spiegando i motivi che ha riferito anche in un'intervista a MTV.

Alexi ha notato che lei è a scuola per imparare. "Come mi vesto" ha detto "non diminuisce affatto le mie capacità di apprendere. Anzi, in una giornata molto calda, indossare più vestiti e sudare rende più difficoltoso imparare di quanto lo sarebbe se mi vestissi in modo più comodo rispetto alla temperatura".

All'obiezione che così potrebbe attirare atteggiamenti irrispettosi da parte di compagni di scuola, Alexi ha posto correttamente il problema dall'altro lato: se alcuni ragazzi mancassero di rispetto, è a loro che il corpo docente dovrebbe fare un discorsetto.

Alexi ha sottolineato che la discussione con preside e vicepreside, pur restando lei e loro sulle rispettive posizione, è stata rispettosa da entrambe le parti e che, pur facendo pressione su di lei perchè si coprisse si più a scuola, non è mai stata minacciata di sospensioni o di essere rimandata a casa se non avesse rispettato il dress code. Questo è sicuramente un punto a loro favore: magari il dialogo alla fine li convincerà che le loro norme sull'abbigliamento sono da superare e che le posizioni della studentessa sono del tutto ragionevoli.

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