giovedì 25 settembre 2014

Una segretaria sexy al Parlamento svizzero

Adeline Lafouin ha condiviso in rete alcune sue foto sexy, in particolare con il seno scoperto. Se ne trovano diverse anche se quelle che ho potuto vedere erano tutte sfumate sul volto o sul seno: la cosa curiosa è che è pure possibile che la stessa foto compaia in una versione che censura il seno ma lascia visibile il volto e in una che copre il volto lasciando visibile il seno. Le immagini di questo post sono state ottenute unendo le due versioni in modo da lasciar visibile l'uno e l'altro.

Tra le foto di Adeline, alcune erano state fatte sul posto di lavoro. E qualcuno quel posto l'ha riconosciuto: il Parlamento svizzero, dove Adeline era impiegata come segretaria. E' quindi scoppiato uno scandalo in cui i soliti moralisti si sono sentiti in diritto di esprimere giudizi.

Una delle accuse è che la donna avrebbe usato il tempo di lavoro per scopi non pertinenti all'ente per cui lavorava, un attacco demagogico che, come si capisce al volo, ha poco senso. Che una foto sia stata scattata sul luogo di lavoro non significa per forza che sia stata scattata durante l'orario di lavoro. Chi può dire che non sia stata scattata prima di cominciare o dopo il termine della giornata lavorativa oppure nella pausa per il pranzo? Ma, persino se fosse stata scattata durante l'orario, quanto tempo ci vuole a scoprire il seno e scattare una foto? Meno di quello che richiede una pausa per prendere un caffè o fumare una sigaretta, cose per cui nessuno si sarebbe scandalizzato tanto.


L'accusa principale, e quella rivoltale dall'ente, è stata comunque quella di aver danneggiato l'immagine dell'istituzione. Ma una donna con il seno scoperto, in foto che comunque, pur scattate nel palazzo, non impegnano in alcun modo il Parlamento, si possono davvero considerare un danno d'immagine? Non mi pare proprio. Anzi, dato che spesso le istituzioni appaiono ai cittadini un po' lontane e distaccate, le foto un po' spavalde di una segretaria possono ricordare che alla fine dentro al palazzo non ci sono robot ma esseri umani, magari con un pizzico di "follia" e rendere più simpatica (altro che danneggiare!) l'immagine dell'ente.

Purtroppo il Parlamento svizzero ha avuto la pessima idea di assecondare le sciocche rimostranze contro l'impiegata, stabilendone il licenziamento. Purtroppo è un altro caso che dimostra che il moralismo non è solo inutile e fastidioso ma può anche danneggiare realmente le persone in un aspetto così importante come il lavoro.

Ci auguriamo che la pubblicità che ha ricevuto possa in qualche modo aiutare Adeline. In bocca al lupo!

(Un caso che assomiglia un po' a questo è quello dei selfie hot di una consigliera di un ministero in Serbia, la bella Vanja Hadzovic, di cui abbiamo parlato nel blog qui)

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