martedì 5 febbraio 2013

5 risposte: Maria Paola Lia

Maria Paola Lia è candidata per la circoscrizione Europa (voto degli italiani all'estero) nelle liste di Rivoluzione Civile. Ha gentilmente accettato di rispondere ai cinque punti che ho proposto alle candidate. Ecco le sue risposte.

1) La protezione della maternità per le donne lavoratrici, in particolare per quelle con un lavoro precario

Credo che la protezione della maternità sia un diritto di ogni donna. Questo dovrebbe accadere a prescindere dal tipo di contratto che si ha. Ritengo che il licenziamento durante la maternità sia una forma di discriminazione. La donna non puo’ essere discriminata per la sua funzione biologica. Essere tutti uguali davanti alla legge significa anche tener conto delle differenze biologiche. In un paese come l’Italia in cui il tasso di natalità continua a diminuire, dovremmo cercare di prestare piu’ attenzione a questa tematica. Molto spesso una donna non puo’permettersi di mettere al mondo un figlio perché le sue condizioni di lavoro non le consentirebbero poi di mantenere quella posizione e di continuare ad essere indipendente. Le lavoratrici precarie dovrebbero avere gli stessi diritti e doveri di quelle con un contratto a tempo indeterminato. Sono a favore della protezione della maternità, ma anche del posto di lavoro. Sono due tematiche estremamente importanti  e diverse ma che hanno due cose in comune: diritti e grandezza di un paese (sia in termini di “grandezza morale” che economica). In Italia la normativa che tutela le donne in maternità esiste, ma credo che il problema siano poi le varie casistiche ed eccezioni (derivate per lo piu’ dai tipi di contratti di lavoro, ecc). Credo inoltre che sia importante per una donna che abbia subito questo tipo di discriminazione di rendere pubblica la cosa. Uno dei motivi perché molto spesso si viene discriminati dipende anche dalla mancata denuncia. In questo contesto le consiglierei di informarsi sulla posizione di Rivoluzione Civile sull’articolo 18: ingiusto licenziamento (che pero' è rivolta a tutti i casi di ingiusto licenziamento) Proprio oggi leggevo un articolo a riguardo: Daniela che deve scegliere tra un figlio e il lavoro.

2) La tutela della sicurezza delle donne dalla violenza in casa e fuori

La tutela della sicurezza delle donne è un altro tema che mi sta a cuore e non solo come donna. Voglio premettere che per me la violenza non è solo quella fisica, ma anche quella psicologica che molto spesso è fatta a danno di lavoratrici, mogli ecc.  Ovviamente la violenza fisica è quella che fa piu’ clamore perché svela dei segni visibili e che ci colpiscono forse di piu’. Penso al recente stupro di gruppo della giovane donna in India che costituisce un esempio atroce dell’assenza di alcuni governi in tematiche di questo genere. Sostengo che ci sia bisogno di introdurre delle pene molto piu’ severe per coloro che stuprano, picchiano o esercitano violenza psicologica sulle donne. In alcuni casi basterebbe accrescere il numero di donne presenti in polizia e che sarebbero di certo piu’ sensibili a temi come questo. In generale sono a favore della privacy e della tutela dei dati sensibili delle persone, ma in casi di stupratori ed assassini sono a favore di una banca dati pubblica che esponga queste persone sotto lo sguardo di tutti (come avviene in Belgio per i pedofili). Viviamo ancora in un’era in cui molto spesso la stigmatizzazione colpisce le vittime invece che i colpevoli. Ovviamente sono a favore dell’inasprimento delle pene a favore dei condannati per violenza e maggiore assistenza alle vittime, soprattutto psicologica.

3) Il matrimonio per le coppie costituite da due donne.

Mi meraviglio sempre di domande di questo genere. Come se le persone dimenticassero il lavoro dei  nostri  padri costituenti! Voglio qui riprendere l’articolo della nostra magnifica costituzione italiana:  « La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali dove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. »
Ovviamente qui “uomo” va intenso come persona. Secondo me ognuno di noi ha il diritto di autodeterminarsi e di fare le scelta di vita che concorrano a far si che cio’ avvenga. La sua domanda ora si riferisce alle donne, ma questo vale anche per gli uomini. Le dico di piu’: questo  per me fa parte dei diritti universali e come tali non dovrebbe conoscere neanche limiti territoriali. Vorrei vivere in una società che non riconosca soltanto la meravigliosa diversità, ma che la tuteli. Questo è anche parte di quello che mi piace chiamare “manifesto” di Rivoluzione Civile.

4) La "topfreedom" ovvero (cito da Wikipedia) "la libertà per le donne di stare a petto nudo in tutti quei luoghi dove è permesso farlo agli uomini, come spiagge, piscine e parchi, anche se in principio non ha preclusione verso alcun luogo".

Io credo che avere gli stessi diritti, debba tener presente anche del fatto che siamo diversi. Con questo intendo che il corpo di un uomo e di una donna sono diversi, ma devono essere trattati con uguale rispetto.  Reputo non opportuno stare a petto nudo sia per un uomo che per una donna in determinati contesti come quello lavorativo per esempio o in spazi in cui sia in vigore un certo codice di abbigliamento o condotta. Secondo me bisognerebbe sempre non strumentalizzare certe cose e soprattutto il corpo delle donne. Detto questo, in alcuni casi sono a favore  della “topfreedom” perché so che in alcuni paesi è criminalizzato scoprirsi il seno, ma non lo è per gli uomini andare a petto nudo. Questo è profondamente ingiusto specie in situazioni in cui una madre debba allattare il proprio bambino al di fuori delle mura domestiche. Credo sia dunque sbagliato generalizzare e decontestualizzare l’argomento, ma non sono a favore della “topfreedom” sempre ed in ogni caso (né per uomini che per donne). Per esempio, non bisogna dimenticare di avere rispetto di certi luoghi sacri, ma questo vale per tutti. A volte per voler portare avanti una battaglia giusta si scelgono dei mezzi sbagliati. Credo dunque che, come tutte le cose, basti un po’ di buon senso!

5) Il ruolo del nostro paese per la promozione dei diritti della donna nel mondo (penso ai vari tipi di discriminazione, al caso delle mutilazioni genitali femminili che nessun discorso di contesto culturale può giustificare, ...).

Nettamente contraria alla mutilazione genitale femminile. Nessuna donna in Italia si sottoporrebbe ad una tale pratica barbarica, ma sappiamo che questo avviene ancora in molti paesi africani, perchè? E' un problema culturale.Credo che paesi come il nostro possano e debbano farsi portavoce di un messaggio chiaro.  Sono due le tematiche chiavi legate a questo argomento: quello culturale e quello medico.  Sono entrambe importanti per far capire di come sia fondamentale smettere subito questa pratica ai danni delle donne. In questo senso il ruolo dell’Italia (ma di tutti paesi) dovrebbe essere quello di sensibilizzazione. Come molti problemi legati alla cultura, credo che anche questo si debba contrastare con l’educazione, soprattutto delle donne. In molti casi, sono le donne stesse che si sottopongono volontariamente a questa pratica o che la impongono ad altre donne e bambine. Questo avviene per non subire delle discriminazioni all’interno della loro società. Il ruolo di molte organizzazioni non governative che operano sul campo è di grande aiuto, ma a volte non basta e quindi c’è bisogno di una voce piu’ forte. L’altro aspetto importante è quello medico. Bisognerebbe diffondere i dati dell’OMS che dimostrano che questa pratica è dannosa non soltanto per la salute della donna, ma anche di un eventuale nascituro. Questo perché la mutilazione genitale puo’ portare delle serie complicazioni durante il parto. Credo che nessuna madre sarebbe pronta a correre questo rischio. Ed è su questo secondo aspetto che le organizzazioni come l’OMS dovrebbero continuare a lavorare. (Questo tema si lega a quello della “maternal health”, se ne potrebbe parlare per ore!!!)

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